disaster recovery e backup

Come scegliere backup e disaster recovery per garantire la continuità del business

Il business di oggi è sempre più digitale e mal sopporta le interruzioni nel funzionamento dei sistemi o le cancellazioni di dati se non a prezzo di danni economici e d’immagine presso i clienti.

Per garantire la continuità dei servizi e la disponibilità ed integrità dei dati esistono metodi consolidati che vanno dal semplice backup a soluzioni di disaster recovery che impiegano un vasto repertorio di tecnologie di copia, snapshot, replica asincrona/sincrona, la cui efficacia si misura sulla base di due parametri: recovery time objective (RTO) e recovery point objective (RPO).

Nel gergo della salvaguardia IT, il “recovery time objective” di un sistema corrisponde al tempo necessario per il suo ripristino nel caso in cui si verifichino determinati tipi di eventi che lo rendano indisponibile.

Con RPO ci si riferisce invece alla frequenza con la quale sono salvaguardati i dati e quindi a quanta parte del lavoro si è disposti a perdere in caso d’incidente. Con i parametri di RTO e RPO si valutano le caratteristiche dei sistemi di tutela – dal backup notturno su nastro alla replica sincrona dei dati su siti gemelli in alta affidabilità – a cui corrispondono ovviamente costi d’implementazione molto diversi.

Per fortuna, gli obiettivi di RTO e RPO non sono gli stessi per tutti i reparti: un ufficio del personale può tollerare interruzioni del lavoro con minor danno rispetto, per esempio, ai reparti di produzione, alla logistica o all’assistenza ai clienti.

La salvaguardia di dati e applicazioni trova un forte alleato nei servizi di storage in cloud che, se scelti opportunamente, permettono di abbattere i costi infrastrutturali. Le più moderne architetture software che utilizzano container Docker possono avvantaggiarsi dell’automazione, attraverso orchestratori come Kubernetes.

Poiché negli ambienti Kubernetes il deploy è dinamico, la salvaguardia non è più basata sui sistemi bensì è nelle mani dell’orchestratore che ha le funzioni per il discovery dei componenti software, le immagini binarie unitamente alle configurazioni e alle altre informazioni utili per il ripristino.

La salvaguardia è quindi realizzata ad alto livello d’astrazione, sfruttando l’orchestratore per automatizzare i task al livello fisico, sia on-premise sia su servizi cloud. Kubernetes gestisce sia le componenti applicative stateless che stateful, come nel caso di ambienti database e di event streaming in stato operativo.

Strumenti software open source permettono oggi d’integrare la salvaguardia di dati e applicazioni con modalità dichiarative nei deploy. In questo modo le istruzioni di salvaguardia viaggiano in parallelo con le componenti da proteggere, evitando il rischio di disallineamenti ad ogni aggiornamento.

Nell’ambito dell’attività di consulenza, BinHexS è in grado di rilevare i requisiti di RTO e RPO del cliente, al fine di progettare e realizzare i sistemi di salvaguardia e disaster recovery più efficaci sfruttando le migliori tecnologie disponibili, tenendo sotto controllo i costi d’implementazione e di mantenimento delle soluzioni.

No Comments

Post A Comment